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Evacuatori di Fumo e Calore (EFC): come funzionano e perché salvano la vita in azienda

Evacuatori di Fumo e Calore (EFC): come funzionano e perché salvano la vita in azienda

Nei contesti industriali e commerciali, la prevenzione degli incendi e la gestione dell'emergenza non si limitano alla presenza di estintori o porte tagliafuoco. Durante un incendio in un capannone o in un magazzino logistico, la principale causa di infortunio grave o decesso non è l'esposizione diretta alle fiamme, ma l'inhalazione di fumo denso e gas tossici, unita al rapido innalzamento delle temperature al di sotto della copertura.

Per contrastare questo fenomeno e proteggere sia le persone sia la stabilità strutturale dell'immobile, l'ingegneria antincendio ha sviluppato i Sistemi di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC), comunemente noti come EFC. La corretta scelta e installazione di questi dispositivi sul tetto è un pilastro fondamentale della sicurezza aziendale.

Sistemi EFC e normativa antincendio nei luoghi di lavoro

La progettazione e l'installazione dei dispositivi EFC sono disciplinate in Italia da un quadro normativo severo. Il riferimento tecnico principale è rappresentato dalla norma UNI 9494 (divisa in varie parti che regolano la progettazione, l'installazione e la manutenzione dei sistemi naturali e forzati), a cui si affianca il Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015 e successive modifiche) e il D.Lgs. 81/08.

La normativa prevede che le aperture destinate all'evacuazione siano posizionate sul punto più alto della copertura per sfruttare l'effetto tiraggio naturale: il fumo e i gas caldi, essendo meno densi dell'aria fredda, salgono verso il soffitto creando uno strato libero da fumo nella parte inferiore del locale.

In fase di progettazione di nuovi impianti o durante la sostituzione di vecchi cupolini degradati, la scelta dei giusti componenti integrati per lucernari, EFC e serramenti per coperture industriali permette di combinare la funzione primaria di sicurezza antincendio con l'apporto di luce naturale e l'isolamento termico dell'edificio.

Differenza pratica tra evacuatori pneumatici ed elettrici ad azionamento automatico

I sistemi EFC moderni si dividono principalmente in due macro-categorie in base al meccanismo di apertura di emergenza:

  1. Evacuatori a funzionamento pneumatico (Termofusibile): Sono i più diffusi ed affidabili. Il sistema è dotato di un elemento termosensibile (fiala termica o valvola) regolato su una temperatura soglia (es. 68°C, 74°C o 93°C). Quando il calore del fumo raggiunge il dispositivo, la fiala scoppia liberando la pressione di una bomboletta di CO2 che aziona un pistone pneumatico, aprendo meccanicamente l'evacuatore anche in totale assenza di energia elettrica di rete.

  2. Evacuatori a funzionamento elettrico (Motori a catena/stelo): Utilizzano attuatori elettrici a 24V collegati a una centralina antincendio d'emergenza dotata di batterie di accumulo. Questo sistema si interfaccia direttamente con i rilevatori di fumo ambientali e consente l'apertura comandata automatica o manuale a distanza.

Entrambe le tipologie possono essere dotate di sistemi a doppio uso, consentendo l'apertura parziale per la semplice ventilazione giornaliera dei reparti produttivi senza compromettere la funzione di sgancio d'emergenza.

L'importanza cruciale della manutenzione periodica semestrale obbligatoria

Trattandosi di dispositivi di salvaguardia della vita umana, un evacuatore di fumo e calore installato sul tetto non può essere abbandonato a se stesso. La norma UNI 9494-3 impone al titolare dell'attività l'obbligo di eseguire il controllo periodico di tutti gli EFC con cadenza almeno semestrale.

Durante l'ispezione, i tecnici abilitati verificano lo stato delle guarnizioni, la pressione delle bombolette di carico, l'integrità delle fiale termiche e testano l'effettiva apertura meccanica dei quadri di comando.

Trattandosi di interventi di verifica eseguiti direttamente sul manto di copertura del capannone, tutte le operazioni di controllo antincendio presuppongono il rispetto delle normative vigenti sull'obbligo di installazione delle linee vita in Lombardia, necessarie per consentire ai manutentori di muoversi in quota in assoluta sicurezza e senza rischi di caduta.

Proteggere il valore dell'immobile e la continuità aziendale

Dotare uno stabilimento produttivo di evacuatori di fumo e calore idonei e costantemente manutentati significa garantire vie di esodo sicure per il personale e agevolare l'intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco. Inoltre, la tempestiva evacuazione dei gas ad altissima temperatura evita il fenomeno del "flashover" (l'incendio generalizzato improvviso) e impedisce che il calore radiante snervi le travi portanti del tetto, scongiurando il crollo del fabbricato e preservando il valore della struttura nel tempo.